Strappi e stiramenti: riprendere l’attività

Una volta che la lesione si sia indubitabilmente stabilizzata è opportuno iniziare il recupero funzionale: dapprima con fisioterapia e l’utilizzo di macchine medicali, poi introducendo gradualmente attività fisiche mirate.
In teoria, un muscolo che ha subito uno stiramento o uno strappo perde funzionalità, perché ha perduto massa contrattile ed una certa dose di allungabilità. Se questo è vero per strappi importanti, che coinvolgono una percentuale significativa della totale massa muscolare, nella maggior parte delle situazioni la perdita di funzionalità può essere trascurata. E certamente aver subito uno stiramento non rende di per sé più soggetti a subirne un altro. Dunque, una volta portato a termine il recupero in maniera ottimale, potrete tornare a tirare come e più di prima. E questo per una quantità di ragioni.

Comincerei col dire che un muscolo, con l’allenamento, varia le sue qualità anche a parità di fibre contrattili attive; esistono inoltre altri fattori che possono modificare la prestazione più di uno stiramento. Inoltre, praticamente nessun individuo è dotato di un sistema muscolare completamente simmetrico: niente paura quindi anche per eventuali squilibri, le asimmetrie sono parte nativa della nostra fisiologica e sono integrate a monte nel nostro universo motorio.
Consideriamo anche che un muscolo non è paragonabile al motore di un’automobile, le cui prestazioni possono essere completamente parametrizzate dai suoi parametri meccanici: il sistema nervoso è parte integrante della struttura e della fisiologia muscolare, ed il sistema neurosomatico nel suo complesso ha piena capacità di compensare variazioni funzionali meccaniche dovute – ad esempio – ad uno stiramento. Se proprio cerchiamo un paragone motoristico, pensiamo ad una centralina elettronica autoregolata, intelligente, in grado di compensare le variazioni di efficienza del propulsore dovute alle variazioni ambientali.
Infine, pressoché in nessuna attività umana un muscolo si contrae da solo: ogni movimento è l’esito dell’implementazione di una catena cinetica nella quale una serie di muscoli – sinergici e antagonisti – si coordina secondo parametri complessi: l’ottimizzazione spontanea di tale complessità include a priori la compensazione di variazioni di efficienza o motricità di un muscolo. Ciò, tra le altre cose, determina le differenze percepibili nell’estetica motoria tra un individuo ed un altro.

Gli obbiettivi del recupero post-traumatico sono:

  • favorire l’assorbimento dell’ematoma;
  • favorire la creazione di una continuità tra il tessuto muscolare ed il tessuto fibroso che si è costituito;
  • fare in modo che il nuovo tessuto risulti – per caratteristiche meccaniche, metaboliche e neurologiche – perfettamente integrato col resto del muscolo;
  • educare rapidamente il sistema nervoso a considerare il nuovo tessuto parte integrante del muscolo.

Oggi esistono diverse tecniche fisioterapiche per il recupero di una lesione muscolare. Consiglio caldamente che vengano prescritte ed eseguite da terapeuti abituati a lavorare con atleti professionisti: informatevi, insistendo se del caso. L’accoppiamento di elettroterapia (del tutto indolore) e massoterapia si è rivelato molto efficace, mentre decisamente sorpassati o inefficienti sono da considerarsi la terapia del calore (nota come il “forno”) o la laser-terapia.
Importante è che il recupero post-traumatico venga svolto come si deve: dopo di che potrete allenarvi, gareggiare e forzare come se non aveste mai avuto incidenti.
Sotto le mani esperte del massaggiatore, il nodulo – dapprima chiaramente percepibile in corrispondenza della cicatrice – andrà nel corso delle sedute perdendo consistenza, fino a mimetizzarsi del tutto – nel caso ottimale – nel tessuto muscolare. Questa fase più richiedere 10-15 giorni nel caso di uno stiramento di piccola entità.

Quando il massaggiatore ed il medico daranno parere favorevole si può iniziare a praticare attività leggera, evitando

  • movimenti a scatto o a frusta del muscolo interessato;
  • l’utilizzo di movimenti che richiedano particolare forza;
  • movimenti a grande velocità;
  • grande debito lattacido locale;
  • l’iperallungamento del muscolo.

In pratica, i primi allenamenti consisteranno in una seduta di riscaldamento, con movimenti curati e selezionati, nella quale comincerà a far capolino qualche esercizio di stretching (assolutamente statico, cioè senza rimbalzo), dapprima solo accennato.

Non è forse necessario sottolineare come queste attenzioni vadano rivolte alle attività che coinvolgono il muscolo convalescente: se avete subito uno stiramento al deltoide potrete tranquillamente continuare a fare i vostri 400 kg di leg press come se niente fosse, a meno che il braccio non vi serva per entrare ed uscire da sotto l’attrezzo o per reggervi all’incastellatura durante l’esercizio.

Quando le sensazioni saranno buone si possono aumentare i carichi: inizialmente la maggior parte del lavoro sarà costituita da esercizi propriocettivi, agilità e ritmo, potenza aerobica. Nell’ordine, le ultime qualità che dovranno comparire nella vostra tabella saranno capacità lattacida, forza massimale, potenza lattacida.
(Se pensate sia opportuno un veloce ripasso sulle vie energetiche, potete tornare a questi post.)

Ricordate che se la lesione è di piccola entità ed il recupero è stato seguito bene, dal punto di vista funzionale non resterà praticamente traccia dell’incidente. In caso di guaio più serio si registrerà una riduzione di potenza del muscolo lesionato proporzionale alla massa contrattile non più attiva, valore solitamente del tutto trascurabile. Perfino nel caso di uno strappo molto grave è possibile riprendere l’attività agonistica, pur con qualche eventuale limitazione in termini di allungabilità o potenza assoluta del muscolo. Ricordiamo che molti atleti hanno gareggiato – e sono andati forte – anche dopo aver subito strappi muscolari seri!

Vi ricordo, infine, che ciò che farete nelle prime 2 ore – e poi nelle prime 24 – dopo un’eventuale lesione sarà determinante per limitare al minimo il decorso post-traumatico.
Detto questo, speriamo che il problema non abbia mai a porsi!

Image courtesy cgi.ebay.it
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14 Responses to Strappi e stiramenti: riprendere l’attività

  1. Vania says:

    Buonasera..avrei una domanda ho avuto una caduta con uno strappo coscia la parte dietro…dopo circa un mese di riposo e circa 10 tecar ho dolore molto forte…non riesco camminare bene…eco dice che è lesione di 2..3..grado…ma si può andare lavoro?? Cosa succede se non passa???

    • Buongiorno Vania,
      difficile fare diagnosi a distanza.
      È stata dal dottore? Qual è il suo responso? Consiglio caldamente una visita specialistica, per indagare le cause del dolore.
      Uno stiramento, in genere, recupera abbastanza in fretta. Se poi si tratta di un evento più importante (provvisto che Ella abbia utilizzato il termine con questa accezione) il recupero può essere indubbiamente più lungo, ma se avverte dolore a riposo non è normale. O lo avverte quando si muove? Sente calore, o “battere” nella zona lesionata?
      Una certa tensione muscolare dopo un trauma doloroso è piuttosto normale, e può darsi che serva unpo’ di ginnastica di riabilitazione perché il muscolo torni a contrarsi liberamente.
      Ma ripeto, troppe variabili per dare risposte serie a distanza.
      Potrebbe comunque esserLe utile consultare la serie di articoli dedicati a strappi e stiramenti pubblicata su questo sito.
      Con i migliori auguri

      Gianfranco Di Mare

  2. Thandi Manvir Singh says:

    Salve,ho un strappo muscolare sulla coscia interna da più di 3 settimane e non so cosa fare,potete aiutarmi?

    • Buongiorno,
      essenziale una visita medica per valutare la ripresa e il da farsi.

      Le consiglierei anche di leggere con attenzione la serie di articoli di cui fa parte questo post, in modo da acquisire chiarezza sull’evento traumatico, la sua natura e le sue conseguenze.

      Anche la lettura degli altri commenti sarà utile per stabilire una casistica-tipo tramite l’esperienza di altri atleti.

      Queste attenzioni Le consentiranno di ottenere il miglior recupero e ottimizzare la ripresa di funzionalità e di performance.

      Buona ripresa!

  3. Stefano says:

    Buongiorno, un anno fa durante una partita di calcio a 5 (ho fatto quasi 20 anni di calcio e 5 di palestra) ho subito uno strappo non traumatico al retto femorale destro di 16CM (ho imputato la lesione al fatto di non essere più allenato a calcio, al riscaldamento frettoloso e all’attività con i pesi in palestra).
    Ho quindi fatto un mese di fisioterapia con tecar ecc e ora mi sembra di stare bene, continuo la palestra e quest’inverno sono andato a sciare senza problemi.
    Vorrei riprendere a giocare a calcio anche se ammetto che il movimento di calciare forte il pallone mi spaventa non poco (ripensando al dolore subito).
    Può essere utile indossare una cosciera?
    Grazie.
    Stefano, 29 anni.

    • Buongiorno Stefano,

      il fisioterapista dovrà prima confermare il completo recupero. Sotto le dita, un terapista esperto può avvertire se ci sono problemi.

      Consiglierei anche esercizi ed attività che, gradualmente, carichino i retti femorali soprattutto nelle posizioni estreme. Ricordi che i gesti motori sono specifici, un bodybuilder può fare squat con 200 chili ma molto probabilmente avrà dolori del giorno dopo come un principiante se corre in salita (o in discesa) per un quarto d’ora: dovrà gradualmente arrivare al gesto specifico.

      Buona ripresa!

  4. Emilio says:

    Buongiorno
    ho fatto una Ecografia al polpaccio destro per un infortunio mentre giocavo a calcio che dice così: “In corrispondenza della porzione mediale della giunzione mio-tendinea prossimale del capo mediale del costrocnemio, si apprezza perdita regolare architettura di alcune fibre muscolari con presenza, a tale livello, di area ipercogena, compatibile con ematoma in fase evolutiva. Il reperto ecografico è compatibile con lesione muscolare del gastrocnemio mediale, in prossimità della giunzione mio-tendinea prossimale.” Quando potrò tornare a corrichiare?
    Grazie

    • Buongiorno Emilio,
      Le consiglio di seguire le procedure di recupero descritte proprio qui, nella serie di articoli relativi agli stiramenti. Questo Le consentirà un recupero funzionale completo e la massima resa atletica in futuro.
      Sarà meglio, in linea generale, tornare all’attività quando lo stiramento sia stato del tutto “assorbito”.

      Cordialità

  5. Domenico says:

    Salve . Circa un mese fa ho avuto una lesione di poco più di due centimetri al retto femorale, ho eseguito 10 sedute di tecar e qualche giorno fa ho riessguito L’ecografia dove il medico mi ha detto che le fibbre sono apposto ma ci sono 10 cm di liquido. Infatti sento una leggera sensibilità. Cosa mi consigliate di fare e quando posso riprendere gli allenamenti e tornare a giocare

    • Buongiorno Domenico,

      a quanto pare la terapia non è stata completa.
      Come descritto in questa serie di articoli, che La invito a leggere nella loro completezza, il versamento interno (se è di questo che si tratta, potrebbe esistere un’altra causa di versamento collaterale) deve trasformarsi in tessuto connettivo solido. Quindi il muscolo va lavorato in modo che la tensione ed il tono a riposo della fibra o del fascio si adattino alla nuova condizione.

      Direi quindi di consultare uno specialista per risolvere la situazione corrente. Non deve esserci alcun versamento residuo, e alla palpazione il massaggiatore non deve percepire alcun nodulo (per stiramenti di piccola entità). Solo allora potrà iniziare con la rieducazione e gradualmente riprendere carichi di lavoro adeguati (= intensi) e controllabili prima di tornare all’attività agonistica.

      • Domenico says:

        Secondo lei qualche seduta di laser potrebbe andare bene…. e inoltre in una settimana potrebbe assorbirai del tutto?

        • Buongiorno di nuovo Domenico,
          queste considerazioni le lascio allo specialista di turno, io non posso suggerire terapie.
          Ho avuto personali esperienze positive con l’elettroterapia e col massaggio.
          Se la discontinuità delle fibre è di 10 cm ed il numero di fibre interessate è alto dubito che la guarigione completa possa avvenire in una settimana… ma ci sono troppe variabili che non conosco, inclusa la Sua velocità di reazione metabolica.
          Tale velocità potrebbe essere incrementata da uno specifico regime metabolico studiato sulla Sua persona. In ogni caso Le sconsiglio di tornare a regime fin quando il massaggiatore non Le darà il nulla-osta.

          Approfitto dell’occasione per porgerLe i miei migliori auguri per le festività prossime venture :)

  6. Marco ture says:

    mio figlio ha riportato una lesione al retto femorale del terzo medio sta facendo ora la tecar …quando avrà finito dovrà iniziare la preparazione di calcio che consiglio mi date? come può affrontare la preparazione? aspetto con ansia una vostra risposta grazie tantissime cordiali sauti marco

    • Buongiorno Marco,
      il consiglio è quello di scegliere personale tecnico adeguatamente preparato.
      La lettura di questa serie di articoli sulle lesioni muscolari e il recupero post-traumatico può certamente dare delle indicazioni utili ed essere di ispirazione: ma è poi necessario che chi segue quotidianamente l’atleta sappia ciò che fa.
      L’aspetto più importante è certamente un recupero corretto: una volta “assimilata” la lesione, quello specifico evento traumatico non darà più disturbi. Potrebbe essere invece interessante capire se la lesione ha avuto luogo per dei fattori predisponenti importanti, o se si è trattato di une vento legato ad una spiacevole concomitanza di circostanze. Per questo La rimando alla lettura degli articoli precedenti e, se del caso, ad una visita specialistica.
      Con i migliori auguri

      Gianfranco Di Mare

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