Strappi e stiramenti: riprendere l’attività

Una volta che la lesione si sia indubitabilmente stabilizzata è opportuno iniziare il recupero funzionale: dapprima con fisioterapia e l’utilizzo di macchine medicali, poi introducendo gradualmente attività fisiche mirate.
In teoria, un muscolo che ha subito uno stiramento o uno strappo perde funzionalità, perché ha perduto massa contrattile ed una certa dose di allungabilità. Se questo è vero per strappi importanti, che coinvolgono una percentuale significativa della totale massa muscolare, nella maggior parte delle situazioni la perdita di funzionalità può essere trascurata. E certamente aver subito uno stiramento non rende di per sé più soggetti a subirne un altro. Dunque, una volta portato a termine il recupero in maniera ottimale, potrete tornare a tirare come e più di prima. E questo per una quantità di ragioni.

Comincerei col dire che un muscolo, con l’allenamento, varia le sue qualità anche a parità di fibre contrattili attive; esistono inoltre altri fattori che possono modificare la prestazione più di uno stiramento. Inoltre, praticamente nessun individuo è dotato di un sistema muscolare completamente simmetrico: niente paura quindi anche per eventuali squilibri, le asimmetrie sono parte nativa della nostra fisiologica e sono integrate a monte nel nostro universo motorio.
Consideriamo anche che un muscolo non è paragonabile al motore di un’automobile, le cui prestazioni possono essere completamente parametrizzate dai suoi parametri meccanici: il sistema nervoso è parte integrante della struttura e della fisiologia muscolare, ed il sistema neurosomatico nel suo complesso ha piena capacità di compensare variazioni funzionali meccaniche dovute – ad esempio – ad uno stiramento. Se proprio cerchiamo un paragone motoristico, pensiamo ad una centralina elettronica autoregolata, intelligente, in grado di compensare le variazioni di efficienza del propulsore dovute alle variazioni ambientali.
Infine, pressoché in nessuna attività umana un muscolo si contrae da solo: ogni movimento è l’esito dell’implementazione di una catena cinetica nella quale una serie di muscoli – sinergici e antagonisti – si coordina secondo parametri complessi: l’ottimizzazione spontanea di tale complessità include a priori la compensazione di variazioni di efficienza o motricità di un muscolo. Ciò, tra le altre cose, determina le differenze percepibili nell’estetica motoria tra un individuo ed un altro.

Gli obbiettivi del recupero post-traumatico sono:

  • favorire l’assorbimento dell’ematoma;
  • favorire la creazione di una continuità tra il tessuto muscolare ed il tessuto fibroso che si è costituito;
  • fare in modo che il nuovo tessuto risulti – per caratteristiche meccaniche, metaboliche e neurologiche – perfettamente integrato col resto del muscolo;
  • educare rapidamente il sistema nervoso a considerare il nuovo tessuto parte integrante del muscolo.

Oggi esistono diverse tecniche fisioterapiche per il recupero di una lesione muscolare. Consiglio caldamente che vengano prescritte ed eseguite da terapeuti abituati a lavorare con atleti professionisti: informatevi, insistendo se del caso. L’accoppiamento di elettroterapia (del tutto indolore) e massoterapia si è rivelato molto efficace, mentre decisamente sorpassati o inefficienti sono da considerarsi la terapia del calore (nota come il “forno”) o la laser-terapia.
Importante è che il recupero post-traumatico venga svolto come si deve: dopo di che potrete allenarvi, gareggiare e forzare come se non aveste mai avuto incidenti.
Sotto le mani esperte del massaggiatore, il nodulo – dapprima chiaramente percepibile in corrispondenza della cicatrice – andrà nel corso delle sedute perdendo consistenza, fino a mimetizzarsi del tutto – nel caso ottimale – nel tessuto muscolare. Questa fase più richiedere 10-15 giorni nel caso di uno stiramento di piccola entità.

Quando il massaggiatore ed il medico daranno parere favorevole si può iniziare a praticare attività leggera, evitando

  • movimenti a scatto o a frusta del muscolo interessato;
  • l’utilizzo di movimenti che richiedano particolare forza;
  • movimenti a grande velocità;
  • grande debito lattacido locale;
  • l’iperallungamento del muscolo.

In pratica, i primi allenamenti consisteranno in una seduta di riscaldamento, con movimenti curati e selezionati, nella quale comincerà a far capolino qualche esercizio di stretching (assolutamente statico, cioè senza rimbalzo), dapprima solo accennato.

Non è forse necessario sottolineare come queste attenzioni vadano rivolte alle attività che coinvolgono il muscolo convalescente: se avete subito uno stiramento al deltoide potrete tranquillamente continuare a fare i vostri 400 kg di leg press come se niente fosse, a meno che il braccio non vi serva per entrare ed uscire da sotto l’attrezzo o per reggervi all’incastellatura durante l’esercizio.

Quando le sensazioni saranno buone si possono aumentare i carichi: inizialmente la maggior parte del lavoro sarà costituita da esercizi propriocettivi, agilità e ritmo, potenza aerobica. Nell’ordine, le ultime qualità che dovranno comparire nella vostra tabella saranno capacità lattacida, forza massimale, potenza lattacida.
(Se pensate sia opportuno un veloce ripasso sulle vie energetiche, potete tornare a questi post.)

Ricordate che se la lesione è di piccola entità ed il recupero è stato seguito bene, dal punto di vista funzionale non resterà praticamente traccia dell’incidente. In caso di guaio più serio si registrerà una riduzione di potenza del muscolo lesionato proporzionale alla massa contrattile non più attiva, valore solitamente del tutto trascurabile. Perfino nel caso di uno strappo molto grave è possibile riprendere l’attività agonistica, pur con qualche eventuale limitazione in termini di allungabilità o potenza assoluta del muscolo. Ricordiamo che molti atleti hanno gareggiato – e sono andati forte – anche dopo aver subito strappi muscolari seri!

Vi ricordo, infine, che ciò che farete nelle prime 2 ore – e poi nelle prime 24 – dopo un’eventuale lesione sarà determinante per limitare al minimo il decorso post-traumatico.
Detto questo, speriamo che il problema non abbia mai a porsi!

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34 Responses to Strappi e stiramenti: riprendere l’attività

  1. ALBERTO says:

    Buongiorno, martedì scorso durante una gara di corsa ho avvertito una fitta dietro la coscia, mi sono immediatamente fermato (Km 8,5 di 14) ho fatto un po’ di stretching quindi sono piano piano ripartito riprendendo anche a correre più lentamente per raggiungere il traguardo. Il giorno dopo avevo molto dolore alla palpazione e facendo determinati movimenti, ieri e oggi avverto poco più che un fastidio (ho fatto la “prova delle scale” e riesco a salire e scendere senza avvertire fastidio). Per precauzione, visto che a fine mese dovrei correre una maratona, ho fatto nella giornata di ieri una ecografia che ha refertato il seguente problema: ” Al terzo medio del muscolo semimembranoso, in sede superficiale, si rileva piccola area di lesione delle fibre ad impronta ipoecogena,delle dimensioni 8×2.5×12 mm (diametri latero-laterale, antero-posteriore e longitudinale), visto il referto e considerate le condizioni in cui mi trovo attualmente non riesco a considerare la gravità dell’infortunio e i reali tempi di recupero (già adesso mi sentirei in grado di tornare a correre). Cosa ne pensa?
    Grazie
    Cordiali saluti

    • Buongiorno Alberto,
      in caso di stiramento è bene sospendere l’azione e interrompere la contrazione della fibra muscolare, decongestionare sollevando le gambe (a ginocchio rigorosamente semiflesso o flesso) e non allungare il muscolo: come avrà letto negli articoli di questo sito riguardo alle lesioni muscolari, la priorità è minimizzare l’allontanamento dei capi delle fibre spezzate e ridurre il versamento interno (quello che poi si trasformerà in tessuto connettivale).

      Per quanto riguarda la ripresa dell’attività, dovrebbe essere attuata quando alla palpazione esperta non si avvertono noduli e quando l’allungabilità del muscolo non presenti differenze rispetto all’arto controlaterale.
      Come avrà letto, esistono procedure di recupero fisiatrico che è opportuno attuare a partire dal momento in cui non si avvertono più fastidi. A questo segue un periodo (più o meno lungo a seconda dell’entità del danno muscolare) di recupero funzionale sul campo che prevede nell’ordine stretching, forza crescente, velocità crescente e lattacidemia crescente.

      Tenga presente che le sensazioni sono molto diverse se il muscolo è riposato e lavora in equilibrio di ossigeno o se è sottoposto ad un’attività massimale o sovramassimale in condizioni di lattacidemia più o meno spinta e disidratazione.

      Cordialità

  2. Daniela says:

    Buonasera,
    Ca tre settimane fa ho subito uno strappo al gluteo sinistro. Tempo prima avevo notato una riduzione del tono muscolare in corrispondenza di quel lato, ma lì per lì non ci ho dato peso. Specifico che mi alleno in palestra con sovraccarichi, ma in sede di esercizio ho percepito sì una fatica maggiore del solito, ma non un dolore fortissimo. Il giorno dopo ho invece avuto forti dolori e pulsazioni allo stesso, sono andata in pronto soccorso spiegando l’accaduto ma mi è stato detto che se non ho avuto dolori in sede di esercizio non c’è stato alcuno strappi muscolare. Mi hanno fatto iniezione di Muscoril e sono stata mandata a casa con esito di lombalgia. Qualche giorno dopo mi è venuto un piccolo ematoma. Non ho trattato la zona con niente e non ho più sentito altri pareri medici, ma a distanza di quasi un mese in gluteo appare diverso dall’altro (ha perso decisamente del tono). Cosa mi consiglia? Ho riferito il tutto al mio medico di base che mi ha detto di stare tranquilla perché potrebbe volerci anche un mese. Ma io non so se è utile camminare, se devo evitare o come comportarmi. Ho paura di aver trascurato già troppo la cosa e temo che non torni più come prima! Ho già letto tutti gli altri articoli sul tema. Può darmi lei qualche indicazione, oer favore? Le sarei veramente grata. Grazie mille

    • Buonasera Daniela,

      innanzitutto ci serve una diagnosi precisa. I riscontri ecografici confermano la lesione muscolare?
      Interessante il fatto che Lei abbia notato una riduzione del tono prima del trauma, potrebbe valere la pena effettuare anche esami neurologici per valutare la conduttività locale.

      Il fatto che Lei abbia percepito una ulteriore riduzione di massa dopo il trauma, invece, può essere normale se nella Sua quotidianità quel muscolo lavora molto (ad esempio alcuni nella camminata “tirano” di più coi bicipiti, altri caricano di più il ginocchio ecc): essendo sede di dolore è normale che l’emisfero leso venga sollecitato di meno e, se Lei è una persona che cresce facilmente, una ulteriore differenza può effettivamente palesarsi (salvo, naturalmente, punto precedente).

      È sicura di aver letto tutti gli articoli relativi ai traumi muscolari? Su questo sito descrivo piuttosto sistematicamente le varie fasi del recupero ottimale.

      Fermo restando che farei le analisi suddette per confermare l’avvenuta lesione, se il dolore non c’è più può cominciare con le terapie di recupero (di cui ho anche parlato): alla palpazione anche profonda non deve percepirsi nodulo o discontinuità.

      In generale può intanto fare tutte le attività che non causino dolore senza arrivare a impegni sovramassimali o lattacidi, ma attenta!, ché Lei mi sembra una persona che quando “tira” in palestra non guarda in faccia nessuno, mentre sono richieste gradualità e soprattutto sensibilità.

      Approfondirei anche la questione del riscaldamento (che troverà discusso in altri articoli su questo sito), per valutarne l’eventuale efficacia e completezza.
      Dopo un buon riscaldamento può cominciare a fare movimenti di allungamento passivo in varie posizioni articolari e lungo varie direttrici di movimento, facendo attenzione ad eventuali punti muscolari più sensibili, rigidi o dolenti.

      Con i migliori auguri

      Gianfranco Di Mare

  3. Mattia says:

    salve , il 7 gennaio durante una partita di calcio in fase di accelerazione ho sentito un gran dolore al flessore della coscia sinistra con successivo ematoma nella parte interessata.
    alla visita di controllo mi hanno diagnosticato uno strappo di 2.8 cm e sono stato a riposo per circa 2 mesi .
    dopo l ultimo controllo effettutato il medico mi ha dato l ok per ricominciare l attività in modo graduale e cosi è stato, per circa 2/3 settimane ho fatto corsetta e esercizi che mi erano stati consigliati e il 26 marzo ho ripreso l attività normale insieme alla squadra giocando anche uno spezzone di una partita senza problemi. ma dopo 4 giorni durante un amichevole trascorsi 10 minuti sono andato a calciare a porta e ho risentito come un crampo nella zona dove mi ero fatto male e adesso quando vado a fare degli spostamenti laterali o allunghi di distanze superiori a 30/40 mt circa sento dolore.
    Non ho nessun versamento, ma è possibile che ho subito uno stiramento o è solo il muscolo che non ha ripreso elasticità e quindi mi provoca questo dolore ?

    • Buongiorno Mattia,
      Nella mia esperienza non ho mai visto uno stiramento aver luogo nello stesso punto di uno precedente, soprattutto perché lo spazio lasciato – per così dire – “libero” dalla lesione muscolare è stato sostituito da tessuto connettivo molto resistente. Non si può escludere, tuttavia, che si sia verificato un nuovo stiramento qualche millimetro o centimetro più in là. Per appurarlo è opportuna una visita specialistica e, eventualmente, una nuova ecografia.
      È anche possibile che il fastidio derivi dal precedente strappo “mal assorbito”: non ha fatto alcuna terapia dopo l’evento iniziale, a parte il riposo? Consulti il Suo specialista di fiducia per valutare l’opportunità di massaggi ed elettroterapia (non Si preoccupi, è indolore).

      Si accerti anche di effettuare un recupero funzionale efficace e completo.

      Qualora dovessero ripresentarsi eventi del genere in futuro, sarà opportuno indagare più a fondo per valutare la presenza di possibili cause predisponenti le lesioni muscolari (La invito a leggere eventualmente l’intera serie degli articoli sugli stiramenti per comprendere più a fondo tali meccanismi).
      Con i migliori auguri

      Gianfranco Di Mare

  4. Giuseppe says:

    Salve, appena 3 settimane fa sono tornato a giocare a calcio dopo un po di tempo, dopo 40 minuti ho dovuto abbandonare il campo per un gorte dolore all’adduttore. La prima settimana non riuscivo a camminare nemmeno bene dopo di che progressivamente sono riuscito a stabilizzare la camminata. Ho curato il tutto con un antinfiammatorio e della crema a basedi di arnica. Adesso cammino bene e sto pensando di rimettermi a fare corsetta anche se sento ancora un fastidio nella zona colpita. Cosa dovrei fare grazie

    • Buongiorno Giuseppe,
      un buon recupero funzionale richiede innanzitutto una diagnosi sicura, poi una terapia adeguata e infine un programma di preparazione ad hoc.
      Nel Suo caso non conosciamo neanche la natura dell’evento, anche se tutto fa pensare ad uno stiramento o uno strappo muscolare.
      La invito quindi ad una visita specialistica con eventuale ecografia per valutare la presenza di un eventuale danno muscolare.
      La invito anche a leggere le risposte date agli altri lettori e la serie di articoli relativa alle lesioni muscolari, per avere una visione più concreta ed efficace dell’argomento.

      Cordialità

      Gianfranco Di Mare

  5. Alessio says:

    Ho avuto uno stiramento al retto femorale circa 2 mesi fa nel
    Calciare, nel
    Correre fare forza non ho problemi a volte però quando calcio sento il muscolo come se si contrasse o tipo un crampo cosa può essere ?

    • Sembra che il problema sia nella componente elastica del movimento. Molto probabilmente il recupero e la riabilitazione non sono stati effettuati in modo adeguato. Che tipo di trattamento ha seguito?

      • Alessio says:

        Sto facendo corsetta è un po’ stretching anche a fare un po’ di forza nn ho problemi, cosa potrei fare?

        • Una riabilitazione dal fisioterapista, secondo le indicazioni del medico specialista.
          Questa serie di articoli potrà chiarire le questioni in dubbio.

          • Alessio says:

            Ok dove? ma invece ho letto delle calcificazioni dove e come si formano

          • L’articolo che stiamo commentando fa parte della serie :)
            Può alternativamente usare il motore di ricerca del sito, clickare sui termini “strappo” o “stiramento” nel cloud dei tag o leggere gli articoli in sequenza cronologica passando via via all’articolo precedente o al successivo.

            Cordialità

          • Alessio says:

            La cicatrice può provocare questi “dolori”?

          • Non nella mia esperienza, a meno che non sia insorta nel frattempo una miosite . Ma un nodulo connettivale non ben (o non affatto) riassorbito sì. Da qui l’importanza di trattamenti di recupero validi, come descritto negli articoli e accennato nelle risposte precedenti.

  6. Ilaria zega says:

    Sono un’ istruttrice di aerobica questa mattina senza riscaldarmi stavo provando una coreografia e ho sentito un dolore fortissimo al polpaccio sono andata dal fisioterapista mi ha detto che sente una lezione e mi ha detto di fare eco…Quando potrò fare i primi passi?grazieee

    • Buongiorno Ilaria,
      i tempi di recupero variano in base alla dimensione della lesione e anche a quanto corretto è stato il trattamento nei primi minuti e ore (solitamente un versamento e un nodulo di dimensioni maggiori richiedono più tempo perché non diano più fastidio.
      Il Suo fisioterapista, che ha potuto apprezzare il trauma, potrà essere sicuramente più accurato.
      Comunque, più efficace sarà il trattamento, meglio la fisiologia sarà ripristinata. Seguirà (quando al tatto e allo stretching passivo ogni tipo di disagio sarà sparito) un periodo di ripresa graduale dell’attività, con tante contrazioni progressive e stretching.
      La inviterei comunque a leggere questa serie di articoli, per avere una comprensione migliore (e una gestione più consapevole) delle questioni.
      Buona ripresa, e buone feste :)

  7. Vincenzo says:

    Buongiorno, un mese fa mentre calciavo normalmente un pallone ho avuto un forte dolore al quadricipide della coscia dx. Mi sono subito fermato e per 15 giorni ho avuto piccoli dolori. Ammetto che non l`ho curato e adesso, dopo un mese non ho piu dolore ma si vede un piccolo scalino sulla coscia che premendolo causa un piccolissimo dolore. Io ho pensato di giocare a calcio fra un mese ma ho paura di questo fossettino e di una ricaduta. Cosa faccio? Posso tornare a calciare? Il fossettino rimarrà per sempre? Grazie…

    • Buongiorno Vincenzo,
      La invito innanzitutto a leggere anche gli altri articoli dedicati a stiramenti e strappi, in modo da comprendere meglio quello che mi descrive.
      Per quanto riguarda quello “scalino”, meglio che vada via o che si riduca il più possibile.
      Le consiglio di fare finalmente quella visita che non fece un mese fa, presso il Suo medico di fiducia o meglio un medico dello Sport: Le prescriverà le misure opportune per recuperare al meglio (di solito consistenti in massoterapia specifica e fisioterapia specifica).
      Quando il fisioterapista Le confermerà che la condizione muscolo è al suo meglio, prima di riprendere l’attività sarà opportuno un paio di settimane di attività di recupero, con stretching dolce e contrazioni gradualmente crescenti in intensità e ampiezza.
      Per quanto riguarda il timore di farsi male nuovamente, nel caso di lesioni muscolari non esistono “ricadute” in senso stretto: la sede dell’attuale lesione è, per la mia esperienza, il sito meno probabile per il verificarsi di un eventuale nuovo stiramento che, se avverrà, avrà una eziologia tutta sua.

      Colgo l’occasione per augurarLe buone feste e fine d’anno.

      Gianfranco Di Mare

  8. Vania says:

    Buonasera..avrei una domanda ho avuto una caduta con uno strappo coscia la parte dietro…dopo circa un mese di riposo e circa 10 tecar ho dolore molto forte…non riesco camminare bene…eco dice che è lesione di 2..3..grado…ma si può andare lavoro?? Cosa succede se non passa???

    • Buongiorno Vania,
      difficile fare diagnosi a distanza.
      È stata dal dottore? Qual è il suo responso? Consiglio caldamente una visita specialistica, per indagare le cause del dolore.
      Uno stiramento, in genere, recupera abbastanza in fretta. Se poi si tratta di un evento più importante (provvisto che Ella abbia utilizzato il termine con questa accezione) il recupero può essere indubbiamente più lungo, ma se avverte dolore a riposo non è normale. O lo avverte quando si muove? Sente calore, o “battere” nella zona lesionata?
      Una certa tensione muscolare dopo un trauma doloroso è piuttosto normale, e può darsi che serva unpo’ di ginnastica di riabilitazione perché il muscolo torni a contrarsi liberamente.
      Ma ripeto, troppe variabili per dare risposte serie a distanza.
      Potrebbe comunque esserLe utile consultare la serie di articoli dedicati a strappi e stiramenti pubblicata su questo sito.
      Con i migliori auguri

      Gianfranco Di Mare

  9. Thandi Manvir Singh says:

    Salve,ho un strappo muscolare sulla coscia interna da più di 3 settimane e non so cosa fare,potete aiutarmi?

    • Buongiorno,
      essenziale una visita medica per valutare la ripresa e il da farsi.

      Le consiglierei anche di leggere con attenzione la serie di articoli di cui fa parte questo post, in modo da acquisire chiarezza sull’evento traumatico, la sua natura e le sue conseguenze.

      Anche la lettura degli altri commenti sarà utile per stabilire una casistica-tipo tramite l’esperienza di altri atleti.

      Queste attenzioni Le consentiranno di ottenere il miglior recupero e ottimizzare la ripresa di funzionalità e di performance.

      Buona ripresa!

  10. Stefano says:

    Buongiorno, un anno fa durante una partita di calcio a 5 (ho fatto quasi 20 anni di calcio e 5 di palestra) ho subito uno strappo non traumatico al retto femorale destro di 16CM (ho imputato la lesione al fatto di non essere più allenato a calcio, al riscaldamento frettoloso e all’attività con i pesi in palestra).
    Ho quindi fatto un mese di fisioterapia con tecar ecc e ora mi sembra di stare bene, continuo la palestra e quest’inverno sono andato a sciare senza problemi.
    Vorrei riprendere a giocare a calcio anche se ammetto che il movimento di calciare forte il pallone mi spaventa non poco (ripensando al dolore subito).
    Può essere utile indossare una cosciera?
    Grazie.
    Stefano, 29 anni.

    • Buongiorno Stefano,

      il fisioterapista dovrà prima confermare il completo recupero. Sotto le dita, un terapista esperto può avvertire se ci sono problemi.

      Consiglierei anche esercizi ed attività che, gradualmente, carichino i retti femorali soprattutto nelle posizioni estreme. Ricordi che i gesti motori sono specifici, un bodybuilder può fare squat con 200 chili ma molto probabilmente avrà dolori del giorno dopo come un principiante se corre in salita (o in discesa) per un quarto d’ora: dovrà gradualmente arrivare al gesto specifico.

      Buona ripresa!

  11. Emilio says:

    Buongiorno
    ho fatto una Ecografia al polpaccio destro per un infortunio mentre giocavo a calcio che dice così: “In corrispondenza della porzione mediale della giunzione mio-tendinea prossimale del capo mediale del costrocnemio, si apprezza perdita regolare architettura di alcune fibre muscolari con presenza, a tale livello, di area ipercogena, compatibile con ematoma in fase evolutiva. Il reperto ecografico è compatibile con lesione muscolare del gastrocnemio mediale, in prossimità della giunzione mio-tendinea prossimale.” Quando potrò tornare a corrichiare?
    Grazie

    • Buongiorno Emilio,
      Le consiglio di seguire le procedure di recupero descritte proprio qui, nella serie di articoli relativi agli stiramenti. Questo Le consentirà un recupero funzionale completo e la massima resa atletica in futuro.
      Sarà meglio, in linea generale, tornare all’attività quando lo stiramento sia stato del tutto “assorbito”.

      Cordialità

  12. Domenico says:

    Salve . Circa un mese fa ho avuto una lesione di poco più di due centimetri al retto femorale, ho eseguito 10 sedute di tecar e qualche giorno fa ho riessguito L’ecografia dove il medico mi ha detto che le fibbre sono apposto ma ci sono 10 cm di liquido. Infatti sento una leggera sensibilità. Cosa mi consigliate di fare e quando posso riprendere gli allenamenti e tornare a giocare

    • Buongiorno Domenico,

      a quanto pare la terapia non è stata completa.
      Come descritto in questa serie di articoli, che La invito a leggere nella loro completezza, il versamento interno (se è di questo che si tratta, potrebbe esistere un’altra causa di versamento collaterale) deve trasformarsi in tessuto connettivo solido. Quindi il muscolo va lavorato in modo che la tensione ed il tono a riposo della fibra o del fascio si adattino alla nuova condizione.

      Direi quindi di consultare uno specialista per risolvere la situazione corrente. Non deve esserci alcun versamento residuo, e alla palpazione il massaggiatore non deve percepire alcun nodulo (per stiramenti di piccola entità). Solo allora potrà iniziare con la rieducazione e gradualmente riprendere carichi di lavoro adeguati (= intensi) e controllabili prima di tornare all’attività agonistica.

      • Domenico says:

        Secondo lei qualche seduta di laser potrebbe andare bene…. e inoltre in una settimana potrebbe assorbirai del tutto?

        • Buongiorno di nuovo Domenico,
          queste considerazioni le lascio allo specialista di turno, io non posso suggerire terapie.
          Ho avuto personali esperienze positive con l’elettroterapia e col massaggio.
          Se la discontinuità delle fibre è di 10 cm ed il numero di fibre interessate è alto dubito che la guarigione completa possa avvenire in una settimana… ma ci sono troppe variabili che non conosco, inclusa la Sua velocità di reazione metabolica.
          Tale velocità potrebbe essere incrementata da uno specifico regime metabolico studiato sulla Sua persona. In ogni caso Le sconsiglio di tornare a regime fin quando il massaggiatore non Le darà il nulla-osta.

          Approfitto dell’occasione per porgerLe i miei migliori auguri per le festività prossime venture :)

  13. Marco ture says:

    mio figlio ha riportato una lesione al retto femorale del terzo medio sta facendo ora la tecar …quando avrà finito dovrà iniziare la preparazione di calcio che consiglio mi date? come può affrontare la preparazione? aspetto con ansia una vostra risposta grazie tantissime cordiali sauti marco

    • Buongiorno Marco,
      il consiglio è quello di scegliere personale tecnico adeguatamente preparato.
      La lettura di questa serie di articoli sulle lesioni muscolari e il recupero post-traumatico può certamente dare delle indicazioni utili ed essere di ispirazione: ma è poi necessario che chi segue quotidianamente l’atleta sappia ciò che fa.
      L’aspetto più importante è certamente un recupero corretto: una volta “assimilata” la lesione, quello specifico evento traumatico non darà più disturbi. Potrebbe essere invece interessante capire se la lesione ha avuto luogo per dei fattori predisponenti importanti, o se si è trattato di une vento legato ad una spiacevole concomitanza di circostanze. Per questo La rimando alla lettura degli articoli precedenti e, se del caso, ad una visita specialistica.
      Con i migliori auguri

      Gianfranco Di Mare

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