Chiudiamo, per il momento, la sezione dedicata allo stretching mettendo in evidenza un collegamento che viene troppo spesso sottovalutato tra metabolismo, alimentazione e qualità muscolare, su cui voglio tornare.
Il tono muscolare a riposo dipende da molti fattori, tra cui certamente quello genetico. Ma anche dal tipo di allenamento che facciamo e dalle qualità specifiche che forniamo ai nostri tessuti tramite l’alimentazione. Se qualche nuovo lettore si chiedesse a quali tipi di qualità stiamo facendo riferimento, lo rimando senz’altro a questo post.
L’elemento nutrizionale che – lo si è visto chiaramente – ha maggiori facoltà di influenzare il tono muscolare a riposo, cioè in altri termini la durezza e la rigidità dei muscoli, è la carne.
This post is not yet available in English.
The smartest way to get to know its contents (unless the German translation is already available and you read German) is to switch to the Italian page via the flag on top, and use the automatic translation tool (Traduttore). I know, these tools often produce funny results… but I found this tool to output quite consistent translation… in English at least. The meaning of the sentences is almost always clear, despite some fuzzy logic.
Please be patient!
Image courtesy of figureathlete.t-nation.com
Momentan gibt es diesen Beitrag erst auf Italienisch zu lesen, wenn ihr auch durch den bereits übersetzten Titel schon eine Vorschau darauf habt, was euch in Bälde an dieser Stelle erwartet. Bis dahin könnt ihr euch mit dem automatischen Übersetzungsprogramm am Kopfende des Posts vergnügen, welches euren Tag mit Sicherheit um einige Lacher bereichern wird, dafür aber fähig ist, in viele, viele verschiedene Sprachen zu übersetzen.
Bild mit freundlicher Genehmigung von figureathlete.t-nation.com
Maggiore il nostro consumo settimanale di carne, più i nostri muscoli si irrigidiscono e perdono in allungabilità. Questo ragionamento vale in maniera differenziale per un individuo; più difficile invece confrontare due soggetti diversi, visto il peso dei fattori costituzionali individuali e dell’attività fisico-sportiva di ciascuno.
Nell’ambito di chi fa sport in maniera seria, c’è da osservare che – a parte il bodybuilding – questo tipo di caratterizzazione del tessuto muscolare non presenta quasi mai vantaggi. Anzi, può risultare limitante in quelle applicazioni che richiedono grande reattività, ampiezza di movimento e forza elastica/pliometrica.
In linea generale non mi sono mai trovato, da nutrizionista, a consigliare a chicchessia di mangiare carne più di due volte a settimana. C’è però da dire, come ho avuto modo di premettere, che sono troppe le differenze in genetica ed abitudini alimentari tra razze e popolazioni per poter parlare di una alimentazione umana ottimale. Prendendo come riferimento il genotipo europeo e nordamericano, quello cioè più vicino alla mia esperienza professionale come consulente nutrizionale, una o due porzioni di carne a settimana rappresenta una frequenza ottimale per la maggior parte degli individui.
Se invece ci si pone il problema opposto, cioè quanta carne sarebbe opportuno mangiare come frequenza minima, allora il discorso cambia, perché dipende dal resto dell’alimentazione. In una dieta molto ricca di pesce (3-5 volte a settimana) e ben bilanciata in proteine e vegetali si può mangiare carne anche una volta ogni 10 giorni. Sconsiglierei di scendere sotto le due porzioni al mese, salvo controindicazioni mediche
(Uscendo un po’ dal seminato, devo anche notare che non mi è mai capitato – in assenza di patologie o controindicazioni specifiche – di dover sconsigliare totalmente l’uso di carne ad un paziente o ad un atleta).
Image courtesy figureathlete.t-nation.com