Programmiamo la formaProgrammieren wir die Form

Valutare lo sforzoNel mondo della preparazione atletica vige una sorta di paradosso: se volete diventare più forti dovete allenarvi; ma più vi allenata più vi stancate, e meno renderete.
L’allenamento, insomma, stanca; per vederne i frutti deve passare un certo numero di giorni o settimane, perché dobbiamo riposare. Quando ci alleniamo molto non possiamo rendere molto; e per rendere molto dobbiamo allenarci poco.

Valutare lo sforzoMomentan gibt es diesen Beitrag erst auf Italienisch zu lesen, wenn ihr auch durch den bereits übersetzten Titel schon eine Vorschau darauf habt, was euch in Bälde an dieser Stelle erwartet.

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Allenamento, fatica, supercompensazione: carico interno e carico esternoTraining, Erschöpfung, Superkompensation: innere Belastung und äußere Belastung

Il Liverpool in allenamento
La squadra di calcio del Liverpool in allenamento

Oggi parleremo di un concetto assolutamente centrale per chi si allena con una certa serietà: quanto vale il nostro allenamento? Cioè, esistono dei criteri per pesarlo, in modo da poterlo dosare nel modo migliore?
Facile, si può pensare: chilogrammi, ripetizioni, densità, velocità; oppure distanze, ritmi, frequenza cardiaca, recuperi; oppure ancora…
Non esattamente.
Sappiamo che la nostra condizione atletica, la nostra forza, la nostra grinta in allenamento variano nel tempo non solo di giorno in giorno, ma anche di ora in ora. Tutti abbiamo sperimentato a volte una diversa sensazione di fatica anche facendo lo stesso allenamento, e giorni in cui sembra che potremmo spaccare il mondo alternati a giorni nei quali non abbiamo affatto voglia di allenarci.
Per capire cosa succede, e imparare a gestirci meglio, ci servono due concetti nuovi.

Il Liverpool in allenamento
Die Fußballmannschaft von Liverpool beim Training

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L’impostazione della seduta di allenamento – il defaticamento, uno dei segreti dei campioni

Tre fondisti africani al defaticamento dopo una gara
Tre fondisti africani al defaticamento dopo una gara

Dopo aver trattato la parte iniziale dell’allenamento o della gara – il riscaldamento – ci occupiamo oggi della coda, cioè del defaticamento. In questo modo tireremo le fila dell’andamento gaussiano, l’andamento più vicino ai ritmi dei fenomeni naturali, concetto-chiave che ci accompagna praticamente dal primo post.
Vedremo oggi che il modo in cui chiudiamo una sessione di allenamento o un impegno agonistico non è indifferente, e può influenzare il nostro recupero e il nostro benessere. È importante capire che tecniche quali riscaldamento e defaticamento, benché indubbiamente evolute, non sono esclusive di atleti professionisti o di alta qualificazione ma rappresentano il modo in cui le nostre fisiologie preferiscono funzionare, si tratti di salire le scale a piedi con le buste delle spesa, o di preparare un incontro di boxe o il saggio di danza della scuola. Eppoi, suvvia, perché non pretendere il meglio dai nostri allenamenti?

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