Suggestione ed effetto placeboSuggestion und Placebo-Effekt

Il termine placebo viene usato quasi sempre, dai non addetti ai lavori, in senso negativo, come sinonimo di sciocca illusione, inganno verso se stessi o verso gli altri, o entrambe le cose. Di solito lo si adopera per riferirsi al caso in cui si guarisca da una malattia dopo aver assunto una sostanza inerte che, invece, pensavamo fosse un farmaco. Se ne conclude che il paziente aveva una malattia psicosomatica (?).
A pensarci bene, il concetto fa volentieri il paio col termine suggestione, inteso in senso del tutto negativo. “Si è lasciato suggestionare” significa, nel linguaggio comune, “si è lasciato ingannare” “si è lasciato fuorviare, distrarre”.

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Please be patient!

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Momentan gibt es diesen Beitrag erst auf Italienisch zu lesen, wenn ihr auch durch den bereits übersetzten Titel schon eine Vorschau darauf habt, was euch in Bälde an dieser Stelle erwartet. Bis dahin könnt ihr euch mit dem automatischen Übersetzungsprogramm am Kopfende des Posts vergnügen, welches euren Tag mit Sicherheit um einige Lacher bereichern wird, dafür aber fähig ist, in viele, viele verschiedene Sprachen zu übersetzen.

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Stretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… bis zu welchem Punkt? Die physiologischen Grenzen der Gelenkigkeit

Come abbiamo detto, non sempre serve fare stretching: esiste una fisiologia naturale che, pur nella vastità delle eccezioni degli individui della nostra specie, possiamo – ed è anzi opportuno – prendere in considerazione.
In linea di massima, non possiamo continuare ad aumentare la nostra articolarietà a piacere o rischiamo di arrivare alla disarticolazione; ma prima ancora di arrivarci metteremo a rischio le nostre articolazioni e ridurremo le nostre prestazioni atletiche: ricordiamoci che il tono muscolare è il fattore principale che tiene le nostre ossa tutte assieme, e che un’articolazione instabile riduce di molto la forza che possiamo esprimere!
Naturalmente vengono a tutti in mente persone dalla mobilità articolare particolarmente… spinta, come i contorsionisti. Tuttavia non siamo qui per parlare delle eccezioni, ma per dare utili consigli a tutti.

Oggi vorrei quindi occuparmi di quali siano i limiti di escursione articolare che dovrebbero fare da riferimento nella nostra ricerca di performance. In altre parole, quali angoli di articolarietà è bene allenarsi a raggiungere, ma in linea generale non superare, per non stressare le capsule articolari ed i muscoli? Vediamo.

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Strappi e stiramenti: riprendere l’attività

Una volta che la lesione si sia indubitabilmente stabilizzata è opportuno iniziare il recupero funzionale: dapprima con fisioterapia e l’utilizzo di macchine medicali, poi introducendo gradualmente attività fisiche mirate.
In teoria, un muscolo che ha subito uno stiramento o uno strappo perde funzionalità, perché ha perduto massa contrattile ed una certa dose di allungabilità. Se questo è vero per strappi importanti, che coinvolgono una percentuale significativa della totale massa muscolare, nella maggior parte delle situazioni la perdita di funzionalità può essere trascurata. E certamente aver subito uno stiramento non rende di per sé più soggetti a subirne un altro. Dunque, una volta portato a termine il recupero in maniera ottimale, potrete tornare a tirare come e più di prima. E questo per una quantità di ragioni.

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Strappi e stiramenti: la fase di recuperoRisse und Zerrungen: Die Erholungsphase

In caso di stiramento, o di strappo di entità non grave, la lesione interna cicatrizza solitamente entro 36-72 ore (come si vede, la variabilità è molto alta ed i numeri quasi simbolici). Diverso può essere il caso di uno strappo grave, per il quale è sempre opportuno evitare il fai-da-te ed affidarsi a specialisti.
A questo punto entriamo nella seconda fase: il versamento interno si è fermato, la lesione non è stata però ancora riparata, e risulta quindi molto fragile. Il nuovo tessuto connettivo fibroso, che sostituirà la fibra contrattile nel volume lesionato, non si è ancora formato.
Quali segni possiamo cercare per ritenere che la lesione sia entrata nella seconda fase?

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