Stretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… bis zu welchem Punkt? Die physiologischen Grenzen der Gelenkigkeit

Come abbiamo detto, non sempre serve fare stretching: esiste una fisiologia naturale che, pur nella vastità delle eccezioni degli individui della nostra specie, possiamo – ed è anzi opportuno – prendere in considerazione.
In linea di massima, non possiamo continuare ad aumentare la nostra articolarietà a piacere o rischiamo di arrivare alla disarticolazione; ma prima ancora di arrivarci metteremo a rischio le nostre articolazioni e ridurremo le nostre prestazioni atletiche: ricordiamoci che il tono muscolare è il fattore principale che tiene le nostre ossa tutte assieme, e che un’articolazione instabile riduce di molto la forza che possiamo esprimere!
Naturalmente vengono a tutti in mente persone dalla mobilità articolare particolarmente… spinta, come i contorsionisti. Tuttavia non siamo qui per parlare delle eccezioni, ma per dare utili consigli a tutti.

Oggi vorrei quindi occuparmi di quali siano i limiti di escursione articolare che dovrebbero fare da riferimento nella nostra ricerca di performance. In altre parole, quali angoli di articolarietà è bene allenarsi a raggiungere, ma in linea generale non superare, per non stressare le capsule articolari ed i muscoli? Vediamo.

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The smartest way to get to know its contents (unless the German translation is already available and you read German) is to switch to the Italian page via the flag on top, and use the automatic translation tool (Traduttore). I know, these tools often produce funny results… but I found this tool to output quite consistent translation… in English at least. The meaning of the sentences is almost always clear, despite some fuzzy logic.
Please be patient!

Image courtesy of hotyogamamablog.com

Momentan gibt es diesen Beitrag erst auf Italienisch zu lesen, wenn ihr auch durch den bereits übersetzten Titel schon eine Vorschau darauf habt, was euch in Bälde an dieser Stelle erwartet. Bis dahin könnt ihr euch mit dem automatischen Übersetzungsprogramm am Kopfende des Posts vergnügen, welches euren Tag mit Sicherheit um einige Lacher bereichern wird, dafür aber fähig ist, in viele, viele verschiedene Sprachen zu übersetzen.

Bild mit freundlicher Genehmigung von hotyogamamablog.com

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Conosciamo gli addominaliLernen wir den Bauch kennen

Credo che conoscere con buona approssimazione la posizione, la forma e l’azione dei muscoli che si desidera allenare o migliorare sia un presupposto importante per ottenere migliori risultati. Non è in realtà necessario acquisire una competenza medica o di alto livello scientifico: la cosa più importante, a mio parere, è sgombrare il campo da ambiguità e dubbi, ed essere capaci di darsi delle risposte ragionevoli alle domande più strategiche. I muscoli addominali, in particolare, sono situati in una zona piuttosto complessa dal punto di vista motorio e funzionale; ed anche il modo in cui si intrecciano, si sostengono e si rafforzano a vicenda è interessante. Vediamo allora di farci un’idea più precisa della situazione.

Ich glaube, dass es eine wichtige Voraussetzung ist, die Form und die Arbeitsweise der Muskeln, die man trainieren oder verbessern will, in etwa zu kennen, um die besten Ergebnisse zu erzielen. Es ist dabei wirklich nicht wichtig, medizinische oder hochwissenschaftliche Kompetenzen zu entwickeln: wichtiger ist es, meines Erachtens, Zweideutigkeiten und Zweifel auszuräumen und vernünftige Antworten auf die strategischsten Fragen geben zu können. Die Bauchmuskeln, im Besonderen, befinden sich in einem Bereich, der vom motorischen und funktionalen Gesichtspunkt her recht komplex ist; und auch die Art und Weise, wie sie miteinander verflochten sind, sich gegenseitig unterstützen und einander verstärken, ist interessant. Wir wollen uns also eine genaueres Bild von der Situation machen.

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