Stretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… bis zu welchem Punkt? Die physiologischen Grenzen der Gelenkigkeit

Come abbiamo detto, non sempre serve fare stretching: esiste una fisiologia naturale che, pur nella vastità delle eccezioni degli individui della nostra specie, possiamo – ed è anzi opportuno – prendere in considerazione.
In linea di massima, non possiamo continuare ad aumentare la nostra articolarietà a piacere o rischiamo di arrivare alla disarticolazione; ma prima ancora di arrivarci metteremo a rischio le nostre articolazioni e ridurremo le nostre prestazioni atletiche: ricordiamoci che il tono muscolare è il fattore principale che tiene le nostre ossa tutte assieme, e che un’articolazione instabile riduce di molto la forza che possiamo esprimere!
Naturalmente vengono a tutti in mente persone dalla mobilità articolare particolarmente… spinta, come i contorsionisti. Tuttavia non siamo qui per parlare delle eccezioni, ma per dare utili consigli a tutti.

Oggi vorrei quindi occuparmi di quali siano i limiti di escursione articolare che dovrebbero fare da riferimento nella nostra ricerca di performance. In altre parole, quali angoli di articolarietà è bene allenarsi a raggiungere, ma in linea generale non superare, per non stressare le capsule articolari ed i muscoli? Vediamo.

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Come funziona lo stretching, e perchéWie und warum das Dehnen funktioniert

Negli scorsi articoli ci siamo occupati di diversi aspetti tecnici dello stretching che spero abbiano contribuito a migliorare le vostre sessioni di lavoro e vi abbiano dato risultati migliori. Per chi si sia perso l’intera storia, ricordo che abbiamo cominciato ad occuparci di questo argomento a partire da qui.

Oggi invece vorrei approfondire assieme a voi la neurofisiologia dello stretching. Cioè: sappiamo che lo stretching funziona, ma come fa a funzionare? Si tratta di una reazione puramente meccanica, che riguarda per così dire la plastica muscolare, o sono coinvolti anche meccanismi centrali, di tipo neurologico? Certamente i lettori più fedeli possono immaginare quale sia la risposta. Come che sia, la comprensione di questi meccanismi fisiologici vi aiuterà ad allenarvi meglio, ed a rendere le vostre sedute più efficaci.

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Gli errori nello stretchingDie Fehler beim Dehnen

Una donna rilassata in un esercizio di stretching
Esercizio con una buona tecnica di esecuzione

Quale che sia il tipo di stretching che pratichiamo, e quale che ne sia il fine, la fisiologia ci viene in soccorso suggerendoci i comportamenti e le scelte tecniche di volta in volta più idonei; da queste indicazioni possiamo capire come esistano modalità antifisiologiche di esecuzione e di gestione dell’esercizio, nelle quali è bene non indulgere.

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Stretching per lo ‘scioglimento muscolare’Dehnen zur Lockerung der Muskeln

Un altro importante aiuto che possiamo cercare nello stretching riguarda quello che viene popolarmente detto scioglimento muscolare. Con questo termine si indicano in effetti due desideri dell’atleta (e non): preparare al lavoro un muscolo che si sente non ancora pronto, ed aiutare a rilassarsi e defaticarsi un muscolo che invece abbia già lavorato.
Entrambi le questioni hanno a che fare con un muscolo che non reagisce ancora come vorremmo: perché è un po’ addormentato, o perché è un po’ stanco.

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