Il prodotto fitologico più rivoluzionario dell’anno? – Facile: Etaben, di Laboratorio Asclepio

 

Rieccoci!
Riprendo questa rubrica dopo una pausa piuttosto lunga, dovuta ad impegni di vario genere. Ho pensato ne valesse la pena e mi sento, in effetti, piuttosto eccitato: questa è una di quelle occasioni in cui si ha la percezione che la scienza abbia compiuto un significativo passo in avanti. Laboratorio Asclepio ha messo in commercio Etaben, l’ultima novità della ricerca Reiner Pharma. Un prodotto innovativo e all’avanguardia, di quelli che danno alla fitoterapia un senso compiuto nei confronti delle terapie allopatiche o omeopatiche.

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Ipercolesterolemia: teniamo il colesterolo sotto controllo

Riassumo i punti salienti emersi nel post di ieri:
1. il rapporto tra LDL (lipoproteine a bassa intensità) ed HDL (lipoproteine ad alta intensità) è il fattore più importante per una buona gestione del colesterolo corporeo;
2. valori alti di colesterolemia, fino a 2,4 grammi per litro di sangue, non sono significativamente correlati a rischio cardiovascolare se il rapporto HDL/LDL è adeguatamente alto; in certi studi, addirittura, non si è riscontrata una differenza significativa nel rischio cardiovascolare fra un livello di colesterolo di 2,04 e di 2,94 grammi per litro di sangue;
3. il colesterolo esogeno (quello assunto con l’alimentazione) rappresenta mediamente il 10% della colesterolemia totale.

Intervenire sulla ipercolesterolemia riducendo la quota esogena è, a meno di eccessi nutrizionali significativi, una strategia piuttosto debole, anche per il fatto che la colesterolemia è il risultato di un equilibrio sistemico e laddove si riducesse l’assunzione di colesterolo la quota endogena potrebbe aumentare per compensazione.
Questa compensazione avviene anche nell’altro senso: mangiare (senza esagerare!) anche cibi ricchi di colesterolo non causa direttamente un aumento delle LDL. Molto più efficaci, in questo senso, sono alcuni grassi particolari.

This post is not yet available in English.
The smartest way to get to know its contents (unless the German translation is already available and you read German) is to switch to the Italian page via the flag on top, and use the automatic translation tool (Traduttore). I know, these tools often produce funny results… but I found this tool to output quite consistent translation… in English at least. The meaning of the sentences is almost always clear, despite some fuzzy logic.
Please be patient!

Image courtesy of healthguide.howstuffworks.com

Momentan gibt es diesen Beitrag sowie auch Titel und Zusammenfassung erst auf Italienisch zu lesen. Bis die deutsche Übersetzung folgt, könnt ihr euch schon einmal mit dem automatischen Übersetzungsprogramm am Kopfende des Posts (Tradurre/Übersetzen) vergnügen, welches euren Tag mit Sicherheit um einige Lacher bereichern wird, dafür aber fähig ist, in viele, viele verschiedene Sprachen zu übersetzen.

Bild mit freundlicher Genehmigung von
healthguide.howstuffworks.com

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Fitologia e fitoterapia: curarsi con le piante?

Mai come in questi ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione delle terapie naturali nella parte occidentale del mondo. I motivi sono tanti e diversi, e non li analizzerò qui. Ciò di cui invece vorrei occuparmi in questa serie di articoli è l’eterna diatriba sull’efficacia e sulla pericolosità al contempo di alcune di esse, ed in particolare delle terapie a base di piante: in che termini e – se del caso – fino a che punto ci si può affidare ad una terapia a base di piante medicinali come sostitutiva di una terapia a base farmacologica chimica?
È forse inutile specificare che questi post non toccheranno affatto le culture tradizionali, e le centinaia di migliaia di persone nel mondo che culturalmente si basano e da sempre si sono basate su quanto fosse reperibile in natura per le proprie esigenze di cura. Ci concentreremo, piuttosto, sull’uso che nei paesi più industrializzati (i cui mercati sono invasi da molecole di sintesi di ogni genere) si fa delle piante medicinali, e del rapporto che nasce con la Medicina Farmacologica.

Mai come in questi ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione delle terapie naturali nella parte occidentale del mondo. I motivi sono tanti e diversi, e non li analizzerò qui. Ciò di cui invece vorrei occuparmi in questa serie di articoli è l’eterna diatriba sull’efficacia e sulla pericolosità al contempo di alcune di esse, ed in particolare delle terapie a base di piante: in che termini e – se del caso – fino a che punto ci si può affidare ad una terapia a base di piante medicinali come sostitutiva di una terapia a base farmacologica chimica?
È forse inutile specificare che questi post non toccheranno affatto le culture tradizionali, e le centinaia di migliaia di persone nel mondo che culturalmente si basano e da sempre si sono basate su quanto fosse reperibile in natura per le proprie esigenze di cura. Ci concentreremo, piuttosto, sull’uso che nei paesi più industrializzati (i cui mercati sono invasi da molecole di sintesi di ogni genere) si fa delle piante medicinali, e del rapporto che nasce con la Medicina Farmacologica.

Mai come in questi ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione delle terapie naturali nella parte occidentale del mondo. I motivi sono tanti e diversi, e non li analizzerò qui. Ciò di cui invece vorrei occuparmi in questa serie di articoli è l’eterna diatriba sull’efficacia e sulla pericolosità al contempo di alcune di esse, ed in particolare delle terapie a base di piante: in che termini e – se del caso – fino a che punto ci si può affidare ad una terapia a base di piante medicinali come sostitutiva di una terapia a base farmacologica chimica?
È forse inutile specificare che questi post non toccheranno affatto le culture tradizionali, e le centinaia di migliaia di persone nel mondo che culturalmente si basano e da sempre si sono basate su quanto fosse reperibile in natura per le proprie esigenze di cura. Ci concentreremo, piuttosto, sull’uso che nei paesi più industrializzati (i cui mercati sono invasi da molecole di sintesi di ogni genere) si fa delle piante medicinali, e del rapporto che nasce con la Medicina Farmacologica.

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