La frequenza cardiaca: che farne

Nell’attività atletica, tanto in allenamento quanto in gara, è sempre necessario essere in grado di quantificare l’intensità del lavoro; si tratta di un concetto chiave, alla base della programmazione degli allenamenti; ci serve inoltre a capire se stiamo migliorando o no, e può suggerirci in che direzione muoverci.
Negli esercizi o sforzi brevi e intensi (una serie di piegamenti, sollevare pesi, uno sprint, un salto o una serie di balzi…) l’intensità è data dal numero di movimenti (ripetizioni) che si fanno, dalla quantità di pesi che si muovono o dai metri che si percorrono in un certo tempo. Nelle pratiche più lunghe (saltare alla corda, fare una serie di addominali di 10′, correre per parecchie centinaia o migliaia di metri, fare una ripresa di 3′ al sacco o una serie lunga di tecniche di combattimento con un partner), dove la percentuale di potenza aerobica implicata è notevole, per la stima dell’intensità del lavoro diventa significativa la frequenza cardiaca. Significativa vuol dire che maggiore è la rilevanza aerobica del lavoro svolto, più possiamo considerare la frequenza cardiaca direttamente proporzionata allo sforzo e quindi utilizzarla come parametro di misura dell’intensità.

Continue reading