Sviluppiamo un linguaggio comune!Lasst uns eine gemeinsame Sprache entwickeln!

Amo parlare di sport, ed insegnarlo. La teoria dell’allenamento, le tecniche di allenamento, la fisiologia dello sport, l’anatomia costituiscono per me uno dei linguaggi scientifici più affascinanti, forse perché esplorano come siamo fatti e come funzioniamo, e parlano di cosa possiamo.
Una delle difficoltà maggiori che il divulgatore trova rivolgendosi per iscritto ad un pubblico lontano è costituita dall’ambiguità delle descrizioni: se è facile mostrare un movimento o una posizione a chi ci vede, molto più complesso è descriverli a parole, soprattutto quando l’ambiguità intrinseca dei termini non sia stata risolta.
Naturalmente anche la scienza ha dovuto affrontare il problema della comunicazione; lo ha risolto con la definizione di un lessico il meno possibile ambiguo, e il più possibile accurato.

Per noi che vogliamo parlare e capire di sport, allenamento, esercizi, movimenti, condividere un lessico è forse la cosa più importante. Trovo estremamente affascinante che una frase come “attività aerobica-lattacida, 80% del massimo consumo di ossigeno”, che non dice nulla ai più, rivela di colpo il proprio messaggio tecnico a chi abbia semplicemente preso atto del significato dei termini (vi rimando ad esempio a questo articolo e ai seguenti).
Il primo motivo di ambiguità, nella comunicazione tecnico-sportiva, è probabilmente quello legato alle posizioni del corpo ed ai loro movimenti. Urge correre ai ripari!

Momentan gibt es diesen Beitrag erst auf Italienisch zu lesen, wenn ihr auch durch den bereits übersetzten Titel schon eine Vorschau darauf habt, was euch in Bälde an dieser Stelle erwartet. Bis dahin könnt ihr euch mit dem automatischen Übersetzungsprogramm am Kopfende des Posts vergnügen, welches euren Tag mit Sicherheit um einige Lacher bereichern wird, dafür aber fähig ist, in viele, viele verschiedene Sprachen zu übersetzen.

Image courtesy medicinapertutti.altervista.org

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Stretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… fino a che punto? I limiti fisiologici dell’articolarietàStretching… bis zu welchem Punkt? Die physiologischen Grenzen der Gelenkigkeit

Come abbiamo detto, non sempre serve fare stretching: esiste una fisiologia naturale che, pur nella vastità delle eccezioni degli individui della nostra specie, possiamo – ed è anzi opportuno – prendere in considerazione.
In linea di massima, non possiamo continuare ad aumentare la nostra articolarietà a piacere o rischiamo di arrivare alla disarticolazione; ma prima ancora di arrivarci metteremo a rischio le nostre articolazioni e ridurremo le nostre prestazioni atletiche: ricordiamoci che il tono muscolare è il fattore principale che tiene le nostre ossa tutte assieme, e che un’articolazione instabile riduce di molto la forza che possiamo esprimere!
Naturalmente vengono a tutti in mente persone dalla mobilità articolare particolarmente… spinta, come i contorsionisti. Tuttavia non siamo qui per parlare delle eccezioni, ma per dare utili consigli a tutti.

Oggi vorrei quindi occuparmi di quali siano i limiti di escursione articolare che dovrebbero fare da riferimento nella nostra ricerca di performance. In altre parole, quali angoli di articolarietà è bene allenarsi a raggiungere, ma in linea generale non superare, per non stressare le capsule articolari ed i muscoli? Vediamo.

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The smartest way to get to know its contents (unless the German translation is already available and you read German) is to switch to the Italian page via the flag on top, and use the automatic translation tool (Traduttore). I know, these tools often produce funny results… but I found this tool to output quite consistent translation… in English at least. The meaning of the sentences is almost always clear, despite some fuzzy logic.
Please be patient!

Image courtesy of hotyogamamablog.com

Momentan gibt es diesen Beitrag erst auf Italienisch zu lesen, wenn ihr auch durch den bereits übersetzten Titel schon eine Vorschau darauf habt, was euch in Bälde an dieser Stelle erwartet. Bis dahin könnt ihr euch mit dem automatischen Übersetzungsprogramm am Kopfende des Posts vergnügen, welches euren Tag mit Sicherheit um einige Lacher bereichern wird, dafür aber fähig ist, in viele, viele verschiedene Sprachen zu übersetzen.

Bild mit freundlicher Genehmigung von hotyogamamablog.com

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La progressione fisiologicaKörpergerecht vorgehen

Parliamo quindi della progressione fisiologica, uno dei cardini della strategia di riscaldamento, che – lo ricordiamo – abbiamo schematizzatocosì:

  1. successione di movimenti centripeta
  2. prima il più semplice, poi il più complesso
  3. prima il più blando, poi il più intenso
  4. prima il più lento, poi il più veloce
  5. prima il meno impegnativo, poi il più impegnativo
  6. prima il più generale, poi il più specifico.

Studiamocela un po’.

Sprechen wir also über das körpergerechte Vorgehen, einen der Angelpunkte der Aufwärmstrategie, die wir – erinnern wir uns – so schematisiert haben: 1. Abfolge zentripetaler Bewegungen 2. zuerst die einfachere, dann die komplexere 3. zuerst die leichtere, dann die schwerere 4. zuerst die langsamere, dann die schnellere 5. zuerst die am wenigsten anstrengende, dann die am meisten anstrengende 6. zuerst die generellste, dann die spezifischste. Wir wollen sie uns ein wenig genauer anschauen. Continue reading