
Dopo aver trattato la parte iniziale dell’allenamento o della gara – il riscaldamento – ci occupiamo oggi della coda, cioè del defaticamento. In questo modo tireremo le fila dell’andamento gaussiano, l’andamento più vicino ai ritmi dei fenomeni naturali, concetto-chiave che ci accompagna praticamente dal primo post.
Vedremo oggi che il modo in cui chiudiamo una sessione di allenamento o un impegno agonistico non è indifferente, e può influenzare il nostro recupero e il nostro benessere. È importante capire che tecniche quali riscaldamento e defaticamento, benché indubbiamente evolute, non sono esclusive di atleti professionisti o di alta qualificazione ma rappresentano il modo in cui le nostre fisiologie preferiscono funzionare, si tratti di salire le scale a piedi con le buste delle spesa, o di preparare un incontro di boxe o il saggio di danza della scuola. Eppoi, suvvia, perché non pretendere il meglio dai nostri allenamenti?

