Durante la partita tra Portogallo e Spagna, tra i commentatori Gianni Cerqueti e Fulvio Collovati è prix du cialis lilly en pharmacie ritornato più volte il tema della
carico interno
Allenamento: sfruttiamo le curve di compensazione per aumentare il rendimentoTraining: Nutzen wir die Kompensationskurven, um die Ergiebigkeit zu steigern

Scrivevo nel post precedente che allenarci troppo, cioè trovarci spesso nella circostanza di riallenarci quando la fatica degli allenamenti precedenti non è stata del tutto smaltita non è un buon affare, e può portare ad un affaticamento cronico che, nel migliore dei casi, abbasserà notevolmente il nostro rendimento. Si parla in questo caso di carichi non allenanti (per eccesso).
Solitamente qualsiasi atleta arriva presto o tardi a determinare quali siano i suoi carichi allenanti massimi, o quantomeno impara istintivamente a mantenersene al di sotto: scelta saggia. Meglio fare meno che troppo, ad aumentare i carichi si fa sempre a tempo.
Naturalmente, chi sia interessato ad allenarsi seriamente sa che se potesse allenarsi di più avrebbe risultati migliori. È su questo presupposto che si basano molte pratiche dopanti: un aumento delle capacità di lavoro e di recupero. Gli steroidi anabolizzanti, ad esempio, permettono di allenarsi di più e più intensamente, recuperando in tempi minori. Ma c’è un modo per avvicinarsi a questi effetti senza ricorrere a farmaci pericolosi: la modulazione dei carichi.

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Allenamento, fatica, supercompensazione: carico interno e carico esternoTraining, Erschöpfung, Superkompensation: innere Belastung und äußere Belastung

Oggi parleremo di un concetto assolutamente centrale per chi si allena con una certa serietà: quanto vale il nostro allenamento? Cioè, esistono dei criteri per pesarlo, in modo da poterlo dosare nel modo migliore?
Facile, si può pensare: chilogrammi, ripetizioni, densità, velocità; oppure distanze, ritmi, frequenza cardiaca, recuperi; oppure ancora…
Non esattamente.
Sappiamo che la nostra condizione atletica, la nostra forza, la nostra grinta in allenamento variano nel tempo non solo di giorno in giorno, ma anche di ora in ora. Tutti abbiamo sperimentato a volte una diversa sensazione di fatica anche facendo lo stesso allenamento, e giorni in cui sembra che potremmo spaccare il mondo alternati a giorni nei quali non abbiamo affatto voglia di allenarci.
Per capire cosa succede, e imparare a gestirci meglio, ci servono due concetti nuovi.

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