Come funziona lo stretching, e perchéWie und warum das Dehnen funktioniert

Negli scorsi articoli ci siamo occupati di diversi aspetti tecnici dello stretching che spero abbiano contribuito a migliorare le vostre sessioni di lavoro e vi abbiano dato risultati migliori. Per chi si sia perso l’intera storia, ricordo che abbiamo cominciato ad occuparci di questo argomento a partire da qui.

Oggi invece vorrei approfondire assieme a voi la neurofisiologia dello stretching. Cioè: sappiamo che lo stretching funziona, ma come fa a funzionare? Si tratta di una reazione puramente meccanica, che riguarda per così dire la plastica muscolare, o sono coinvolti anche meccanismi centrali, di tipo neurologico? Certamente i lettori più fedeli possono immaginare quale sia la risposta. Come che sia, la comprensione di questi meccanismi fisiologici vi aiuterà ad allenarvi meglio, ed a rendere le vostre sedute più efficaci.

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The smartest way to get to know its contents (unless the German translation is already available and you read German) is to switch to the Italian page via the flag on the top, and use the automatic translation tool (Traduttore). I know, these tools often produce funny results… but I found this tool to output quite consistent translations… in English at least. The meaning of the sentences is almost always clear, despite some fuzzy logic.

Please be patient! :)

Image courtesy witseducation.com

Momentan gibt es diesen Beitrag erst auf Italienisch zu lesen, wenn ihr auch durch den bereits übersetzten Titel schon eine Vorschau darauf habt, was euch in Bälde an dieser Stelle erwartet. Bis dahin könnt ihr euch mit dem automatischen Übersetzungsprogramm am Kopfende des Posts vergnügen, welches euren Tag mit Sicherheit um einige Lacher bereichern wird, dafür aber fähig ist, in viele, viele verschiedene Sprachen zu übersetzen.

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Stretching: quando serve, ed a chiDehnen: wann es nötig ist und für wen

Vorrei cominciare ad occuparmi della questione se lo stretching serva sempre, a tutti.
È del tutto ovvio che le palestre e coloro i quali insegnano e vendono metodi o corsi per lo stretching lo consiglino a chicchessia ed in ogni situazione, come una panacea. Ma è possibile, con un approccio più deterministico, riuscire a capire se è davvero così o se questa pratica abbia delle controindicazioni?
Vediamolo insieme.

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Bild mit freundlicher Genehmigung von extratour.blog.de

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Riscaldamento: perché il gesto tecnico non bastaAufwärmen: Warum der technische Gestus nicht ausreicht

Abbiamo detto, nello scorso post, che il solo gesto tecnico non è sufficiente a garantire un buon riscaldamento prima di un’attività fisica intensa. Quali le ragioni? Da un lato, osserviamo che spesso il gesto tecnico – anche se blando – è già abbastanza impegnativo per muscoli, tendini e articolazioni: ad esempio il gesto della corsa (anche se lenta) sollecita notevolmente il tendine di achille, le ginocchia, la schiena. Forse il campione del mondo di maratona ha un fisico che tollererebbe bene queste sollecitazioni, che però sconsiglio vivamente al ragionier Rossi o alla signora Matilda. E comunque, state certi che ben pochi professionisti della corsa cominciano a correre senza aver fatto movimenti preparatorî!

Wir hatten im letzten Post gesagt, das der technische Gestus allein nicht ausreicht, um ein gutes Warm-up vor einer intensiven physischen Anstrengung zu garantieren. Aus welchen Gründen? Auf der einen Seite stellen wir fest, dass der technische Gestus – auch, wenn er leicht ist – für Muskeln, Sehnen und Gelenke schon ziemlich anstrengend ist: der Gestus des Laufens zum Beispiel (auch langsam) reizt beachtlich die Achillessehne, die Knie, den Rücken. Vielleicht hat ein Marathonweltmeister einen Körperbau, der diese Reizungen gut verträgt, aber dem Herrn Buchhalter Maier oder Frau Müller rate ich lebhaft davon ab. Und außerdem könnt ihr euch sicher sein, dass kaum ein Laufprofi zu laufen beginnen, ohne vorbereitende Bewegungen gemacht zu haben! Continue reading