…Aiuto! Ho uno stiramento……Aiuto! Ho uno stiramento……Hilfe! Ich habe eine Zerrung…

Nei giorni scorsi ci siamo occupati di capire cosa sia realmente una lesione muscolare, e come metterci nelle migliori condizioni per prevenirne l’insorgenza. Cosa fare, invece, una volta che la lesione muscolare sia avvenuta?
Innanzitutto dobbiamo capire cosa ci è successo veramente. A seconda della nostra sensibilità e della invasività del trauma, potremmo anche non avere una chiara percezione dell’incidente, specie se di piccola entità.
Vediamo come regolarci, ricordando la nomenclatura che abbiamo deciso di adottare qui.
A differenza di un indolenzimento muscolare da fatica (come il classico dolore del giorno dopo che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita), esistono dei dolori muscolari che possono sorgere repentinamente, e ben localizzati: si sente d’improvviso una piccola fitta acuta, che a volte può essere confusa con una specie di crampo.

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Contratture, strappi, stiramenti: prevenire è meglio che curare

Come abbiamo visto nello scorso post, esistono condizioni predisponenti alla lesione muscolare. Voglio ripetere, qui, che pensare che se non si riesce ad eliminare una di queste condizioni si diventa automaticamente a rischio sarebbe un errore scientifico, oltre che logico.  Vi rimando, per questo, al post precedente.
Detto questo, se – da un punto di vista sportivo – fate sul serio può essere utile avere delle attenzioni:

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Tonno… e sai cosa mangiThunfisch… und Du weißt, was Du isst

Ricevo da Greenpeace gli inquietanti (ma quando non lo sono?) risultati di un’analisi svolta sul contenuto delle scatolette di tonno che troviamo nei nostri usuali punti di acquisto.
Stranamente, non si parla in questa inchiesta (e non se ne parlerà qui) dei vari inquinanti contenuti nel tonno, dei livelli di mercurio ed altri metalli pesanti a volte abnormi. No, questa volta la questione è diversa.

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Il potere dei cereali interi – L’orzoIl potere dei cereali interi – L’orzoDie Macht der ganzen Getreide – Die Gerste

In questa serie di articoli, iniziata qui, abbiamo valutato l’opportunità di introdurre cereali interi (in chicchi) nella dieta settimanale; nel corso dei post vi ho suggerito quali privilegiare, e come introdurli. A fronte dell’importanza nutrizionale dei cereali in chicco e del loro potere di struttura, abbiamo sottolineato che sono necessarie alcune precauzioni nel loro utilizzo, perché non tutti siamo pronti a digerirli ed assimilarli completamente. A questo proposito abbiamo individuato un percorso ottimale e fisiologico per il loro utilizzo, cui vi rimando senz’altro. Vorrei pure ricordarvi che la differenza tra le etnie, le diverse abitudini, i diversi mercati locali, le svariate abitudini familiari e personali, ed in sostanza i differenti metabolismi individuali rendono piuttosto complesso dare dei consigli generalizzati ad un pubblico potenzialmente planetario. Sappiate quindi valutare di caso in caso. Se l’introduzione graduale dei cereali interi (in chicco) nelle vostre abitudini alimentari è stata fatta senza difficoltà, l’ultimo che vi consiglio di introdurre nella vostra dieta è l’orzo. Si tratta di un cereale abbastanza versatile: molti conosceranno la deliziosa bevanda che si ricava dall’orzo tostato, o l’uso che se ne fa per la produzione di birra o superalcolici.

 

In dieser Artikelreihe, die hier beginnt, haben wir ausgewertet, inwiefern es nützlich ist, ganze Getreide (in Körnern) auf unserem wöchentlichen Speiseplan einzuführen; im Laufe der Posts habe ich euch empfohlen, welche zu privilegieren sind und wie man sie einführt. In Bezug auf die in Bezug auf die Bedeutung, die Getreidekörner für die Ernährung haben, und auf die Macht ihrer Struktur haben wir unterstrichen, dass für ihre Verwendung einige anfängliche Vorkehrungen notwendig sind, weil wir nicht alle fähig sind, sie zu verdauen und sie vollständig zu verwerten. Diesbezüglich haben wir einen optimalen und physiologischen Weg für ihre Einführung und Verwendung ermittelt, auf den ich euch kurzerhand verweise. Ich würde euch auch gerne daran erinnern, dass die Verschiedenheit der Ethnien, die unterschiedlichen Gewohnheiten, die unterschiedlichen örtlichen Märkte, die vielfältigen familiären und persönlichen Gewohnheiten und im Wesentlichen die unterschiedlichen individuellen Stoffwechsel es recht schwer machen, verallgemeinerte Ratschläge an ein potentiell weltweites Publikum zu erteilen. Wägt also von Fall zu Fall selbst ab. Wenn die allmähliche Einführung von ganzen Getreiden (in Körnern) in eure Ernährungsgewohnheiten ohne Schwierigkeiten vollzogen wurde, ist das letzte Getreide, von dem ich euch rate, es auf eurem Speiseplan einzuführen, die Gerste. Es handelt sich um ein ziemlich vielseitiges Getreide: viele werden das köstliche Getränk kennen, das man aus gerösteter Gerste erhält[1], oder den Gebrauch, den man davon für die Bier- oder Spirituosenherstellung macht. Auch in diesem Falle sind wir umsichtig und befolgen die Kriterien der Gradualität, die wir hier beschrieben haben.

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